Opening 5 maggio 2007
Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna aprirà il 5 maggio 2007 con la mostra
Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web,
a cura di Germano Celant con Gianfranco Maraniello. L’evento intende
documentare gli sconfinamenti e le contaminazioni che si sono stabiliti
a partire dalle avanguardie storiche (dal Futurismo al Suprematismo,
dal Costruttivismo al Dadaismo, dal Neoplasticismo al Surrealismo) al
fine di affermare la caduta dello "specifico" artistico, quale pittura
e scultura, a favore di un intreccio multimediale.
Attraverso uno
spettacolare allestimento concepito da Denis Santachiara per i
rinnovati spazi dello storico edificio Ex Forno del Pane, il percorso
espositivo presenta oltre quattrocento opere tra cui libri d’artista,
film, installazioni, quadri e fotografie capaci di guardare alla storia
dell'arte del Ventesimo secolo come a un periodo di radicali
cambiamenti, di invenzioni e innovazioni. È proprio la sistematica e
progressiva introduzione dei nuovi media che ha favorito una decisiva
contaminazione dell’esperienza estetica “classica” sconfessando la
presunta separazione tra pittura a cinema, scultura e architettura,
teatro e musica, design e danza, per affermare un’interdisciplinarietà
linguistica e per minare le fondamenta del concetto stesso di autonomia
e di autoidentità dell'arte.
Vertigo inquadra tutte le forme di comunicazione
mediatica del secolo – dalla radio al telefono, dalla fotografia al
cinema, dalla televisione al video fino alle più recenti elaborazioni
digitali – attraverso un percorso espositivo che prende avvio dalle
prime incursioni storiche nel campo delle tecnologie con gli
esperimenti sonori e poetici di Marinetti e Schwitters, con quelli
visivi e filmici di Duchamp e Dalì, per arrivare, attraverso Andy
Warhol e la Pop Art, la Conceptual Art e artisti come Fernand Léger,
Piero Manzoni, Yves Klein, Louise Bourgeois, Joseph Beuys, Anselm
Kiefer e Bill Viola, fino ai maggiori rappresentanti della scena
odierna internazionale.
Personalità artistiche e
movimenti che hanno segnato con le loro ricerche le tappe fondamentali
dell'appropriazione, a fini artistici, dei nuovi media saranno
presentati in mostra secondo un andamento incrociato all’interno di un
allestimento di grande impatto. Quest’ultimo, concepito dal designer
Denis Santachiara, accompagnerà e orienterà il visitatore nel racconto
visivo del secolo in cui l’arte ha con evidenza messo in crisi le
proprie tradizionali forme di espressione.
Vertigo
permetterà di comprendere come l’avanzamento della tecnologia abbia
influenzato la percezione della realtà, la sua rappresentazione, il suo
stesso statuto e, di conseguenza, come l’universo artistico nelle sue
differenti declinazioni sia divenuto effettivamente “off-media”. Si
potranno ammirare e capire più a fondo i contributi di Ed Rusha e di
Lawrence Weiner per l’evoluzione del libro d’arte, quelli di Nam June
Paik e di Bruce Nauman per il video o quelli di Laurie Anderson e di
Christian Marclay per la musica contemporanea, ma anche tornare a
guardare, con maggiore consapevolezza delle vicende estetiche del
secolo, alla pittura di Magritte e Klee fino ai quadri o alle foto di
artisti come Enzo Cucchi o Andreas Gursky.
Nel
percorso della mostra queste rilevanti esperienze artistiche si
incroceranno con la presenza di straordinari oggetti testimoni
dell’evoluzione mediatica (da grammofoni d’antiquariato a radio
originali di Guglielmo Marconi fino all’I-pod) e con specifici
contributi cinematografici realizzati assieme alla Cineteca di Bologna,
istituzione gemella del MAMbo, per una collaborazione che vedrà una
fitta serie di eventi e progetti dedicati a Vertigo per tutta la durata
del periodo espositivo.